i temi del mio impegno
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CON TULLIO PONSO PER UNA GRANDA DEI VALORI
Orientamenti di politica nazionale
Come iscritti di Italia dei Valori ci riconosciamo nei principi e nei valori fondamentali e originari di questo partito e, in particolare, condividiamo gli 11 punti programmatici, approvati al Congresso Nazionale il 7 febbraio scorso. Quel programma sarà la nostra fonte di ispirazione politica. Il nostro compito sarà quello di applicare nella nostra Provincia le proposte dell’Italia dei Valori per il governo del Paese, trovando le chiavi di lettura più efficaci per interpretare le esigenze di un territorio complesso ed evoluto come quello della nostra provincia Granda. In particolare saranno nostro punto di riferimento i valori Costituzionali dell'integrità della Repubblica, dell'uguaglianza, della libertà di stampa e personale, della giustizia, del diritto alla salute. Ribadiamo che la Repubblica è una sola e indivisibile e che ci opporremo con forza alla creazione di macro regioni (Padania) o di ulteriori forme di organizzazione autonome o autonomistiche che possano mettere in discussione l'unita del nostro Stato. E' invece necessario, in una congiuntura economica nazionale profondamente deteriorata e in presenza di un quadro dell'indebitamento pubblico tendenzialmente fuori controllo, procedere a una riorganizzazione profonda delle attuali istituzioni territoriali esistenti, così da realizzare obiettivi di razionalizzazione della spesa corrente, ma anche un processo di semplificazione nell'individuazione delle responsabilità gestionali della cosa pubblica. In questo contesto, va restituito massimo slancio alla campagna politica per l'abrogazione delle province, enti territoriali fonte di un'intollerabile emorragia di spesa per un ammontare complessivo di 14 miliardi di euro l'anno. Un autentico monumento allo spreco finalizzato alla moltiplicazione di centri di potere, incarichi e baronie clientelari, assolutamente inutili in ordine alle competenze gestite, tutte ben più efficientemente ripartibili fra Regioni e Comuni. A questi ultimi enti va, al contrario, riconosciuto straordinario rilievo nella capacità di rappresentazione delle istanze, dei bisogni, delle aspirazioni e dei legittimi interessi delle popolazioni residenti e, contestualmente, va assicurata la disponibilità dei mezzi necessari a offrire risposte adeguate. Il "federalismo fiscale", inteso come modello innovativo di sano ed efficiente reperimento e gestione delle risorse finanziarie, può intercettare il premesso obiettivo. La Legge delega 42/2009 a distanza di un anno si è rivelato essere un semplice guscio vuoto, un autentico inno all'inconcludenza politico-legislativa dell'attuale maggioranza di governo e più ancora di quella Lega che sul tema ha costruito la propria rendita elettorale. Lungi dal condividere il tenore normativo di quella legge, l'IDV deve imbracciare il vessillo della gestione su base territoriale delle risorse finanziarie con assoluta determinazione. Ciò deve voler dire mettere la pietra tombale al perverso meccanismo per il quale il gettito delle imposte drenato sul territorio confluisce nelle casse del Tesoro nazionale, per poi venire redistribuito tra le realtà territoriali secondo meccanismi arbitrari, discrezionali, scevri da ogni logica di efficienza e di responsabilizzazione dei centri di potere locale. Il modello fiscale di ispirazione federalista deve ribaltare questa logica: fatte salve le risorse di competenza statuale e che dallo Stato vanno gestite per provvedere alla erogazione dei servizi di sua esclusiva titolarità (istruzione, difesa, giustizia, ordine pubblico.....), tutte le restanti risorse devono rimanere allocate là dove sono state generate. E' giusto, certamente, che le aree del Paese economicamente più sviluppate, contribuiscano alla creazione di un fondo destinato allo promozione dello sviluppo delle aree del Paese meno fortunate, nel quadro di una visione solidaristica e di interesse generale al progresso comune della nazione. Ciò deve tuttavia avvenire a precise condizioni: che tali risorse siano destinate non alla spesa corrente ma a progetti di investimento individuati secondo logiche di efficienza e di opportunità; che la gestione delle stesse sia rigorosamente sottratta alla politica locale delle regioni beneficiate e sia affidata agli organi politici di quelle regioni che dovessero contribuire alla costituzione del fondo medesimo, che in tal modo saranno tenute a rispondere del loro operato davanti ai propri stessi elettori.
La politica del partito, anche a livello provinciale, deve fare i conti con tre problematiche importantissime su cui lavorare per dare risposte ai cittadini ed agli iscritti. Si tratta di due problematiche esterne al partito e di una interna:
La crisi economica
Sulla crisi economica è difficile intervenire in modo risolutivo, non essendo il nostro partito forza di governo né in Parlamento né nelle istituzioni locali (Regione, Provincia). La nostra azione politica deve svilupparsi accanto ai lavoratori privati che rischiano di perdere il posto, agli imprenditori che rischiano il proprio capitale nel rispetto delle regole, ai dipendenti del settore pubblico alle prese con una deregulation del loro rapporto di lavoro che si rifletterà pesantemente sul livello dei servizi erogati nel campo dell'istruzione, della sanità, della giustizia e della sicurezza, per citare quelli più importanti. Dovranno essere denunciate sugli organi di stampa le delocalizzazioni selvagge, la precarietà e la totale deregulation in cui si svolge il lavoro dipendente delle giovani generazioni. L'azione dell’attuale Governo sta creando a medio termine una società italiana fortemente disuguale, composta da una parte da imprenditori che non rispettano le regole, ricchi e sostenuti dai governi, e dall'altra da masse di imprenditori onesti, impiegati ed operai che quotidianamente sono alle prese con una forma nuova di povertà, quella che si diffonde tra le persone che hanno un lavoro poco pagato e che non permette loro di arrivare alla fine del mese. E' necessario chiedere il massimo del rispetto della legalità nelle attività economiche. Che l'evasione fiscale, cancro di questa nostra società, sia combattuta, anche a livello locale con tutti gli strumenti a disposizione, che siano difese le aziende che rispettano le regole e siano debellate tutte quelle che sfruttano la forza lavoro in modo disumano, magari utilizzando capitali di dubbia provenienza, quand'anche di provenienza illecita derivante da attività criminali mafiose. Dovranno essere prese tutte le iniziative, anche a livello di mezzi d'informazione locali, per far conoscere ai cittadini che Italia dei Valori ha un progetto in campo economico che ha quale struttura portante la green economy, la produzione di energie rinnovabili con solare eolico e biomasse in prima fila, lo smaltimento ecologico dei rifiuti mediante la differenziazione, l'erogazione di servizi mediante l'utilizzo delle tecnologie informatiche su larga scala.
La crisi di fiducia dei giovani verso la Politica
L’astensionismo alle ultime elezioni regionali è schizzato alle stelle. E’ un segnale molto preoccupante perché indica che la democrazia rappresentativa è in crisi. Due giovani su tre non sono andati a votare oppure hanno votato la lista Beppe Grillo, contribuendo a livello regionale alla sconfitta della coalizione sostenuta da Italia dei Valori. Perché molti giovani non vanno più a votare? Perché abbiamo questa classe politica che è la più corrotta d’Europa? L’IdV deve dare un forte segnale di rottura con il passato proponendo che il numero dei rappresentanti politici ad un certo livello siano diminuiti e che siano diminuiti i loro emolumenti; che la corruzione venga colpita duramente con l’espulsione immediata e definitiva dall'amministrazione pubblica di coloro che risultano condannati per fatti di questo tipo; che la trasparenza degli atti amministrativi sia adeguata in toto alla normativa europea con la loro pubblicazione obbligatoria in estratto nei siti istituzionali delle Amministrazioni Pubbliche. Deve essere altresì svolta un'azione di educazione alla politica nelle scuole per rendere consapevoli i giovani studenti, futuri cittadini attivi, che lo Stato siamo noi e che tutti debbono contribuire alla sua gestione per garantire che le scelte siano il più possibile democratiche ed utili alla popolazione; che le competizioni elettorali sono il momento più alto della democrazia a cui bisogna partecipare per scegliere i migliori rappresentanti che si facciano portatori delle proprie istanze; che tutte le scelte politiche condizionano nel bene e nel male i cittadini e la loro vita di tutti i giorni. Per questi motivi la nostra azione dovrà coinvolgere le forze giovani del partito, intendendo come giovani sia quelle anagrafiche che quelle politicamente giovani, affinché il nostro partito si distingua nella sua azione dalla politica berlusconiana di questa destra populista ma anche da quella di un Partito Democratico dalla tentazione troppo centrista e da quella di una sinistra massimalista che ha perso irrimediabilmente consensi.
La democrazia interna e il coinvolgimento del territorio nelle scelte strategiche delle competizioni elettorali.
La democrazia interna è uno dei vulnus maggiori che possiamo trovare nell'organizzazione di Italia dei Valori. Nata come creatura del nostro presidente Di Pietro, il partito ottiene, ad ogni competizione elettorale, sempre più consensi. Questa crescita deve comportare una sempre maggiore responsabilizzazione dei dirigenti locali e territoriali. Durante l'ultima competizione elettorale, come gruppo della provincia di Cuneo, abbiamo dovuto far fronte ad una candidatura esterna al nostro territorio, voluta da Di Pietro per garantire un maggiore risultato al nostro partito. Con questa scelta il vertice nazionale del partito ha ritenuto di darci un sostegno, da noi non cercato, per condurre una campagna elettorale di un certo spessore. Tutto ciò, oltre ad essere stata una scelta che la quasi totalità degli iscritti non ha condiviso, ha comportato una divisione all'interno del gruppo provinciale, con numerose defezioni. Ora, tuttavia, con l'elezione a consigliere regionale di un candidato realmente rappresentativo di questo territorio abbiamo dimostrato che il gruppo dirigente di Cuneo possiede la maturità sufficiente a gestire autonomamente campagne elettorali di livello elevato, che dispone di una discreta organizzazione, da migliorare nei prossimi due anni, che può far emergere dal proprio interno personaggi dal forte consenso, degni, per le loro capacità, di ricoprire incarichi in ogni consesso elettivo politico. Siamo consapevoli della necessità che il Coordinamento Regionale e quello Nazionale sorveglino l'attività che si svolge sul territorio ma questo rapporto, nel rispetto delle disposizioni statutarie, deve essere di reciproca fiducia e stima, senza prevaricazioni che demoralizzano e demotivano gli iscritti della base, che consideriamo i piloni portanti del partito. E' con il loro sforzo e sacrificio che si sono fatte e si faranno le fortune di Italia dei Valori, è con la loro militanza vicino al cittadino che si allarga il consenso elettorale sul territorio. Evviva gli iscritti all’IdV! E' infine necessario che, per lo svolgimento dell'attività territoriale, il partito locale disponga delle necessarie e indispensabili risorse economiche. Mentre per il capoluogo queste sono sufficienti, grazie alle erogazioni fatte da coloro che ricevono indennità di carica (Consigliere regionale e provinciale), l'esiguità e la discontinuità con cui sono stati erogati i contributi finanziari a supporto dell'attività sul territorio da parte del Regionale e del Nazionale non hanno permesso di poter svolgere un'attività continua a favore degli iscritti, né di aprire le auspicate sedi dei circoli in tutta la nostra provincia.
La politica locale dei prossimi anni
La politica sul territorio della provincia di Cuneo del nostro partito per i prossimi due anni dovrà avere come missione ambiziosa quella che viene sinteticamente indicata nel nome stesso della nostra lista e cioè: “Continuità e radicamento sul territorio”. “Continuità” per proseguire su ciò che di buono è stato creato dal precedente gruppo dirigente, che ha ben operato per far crescere il partito nei grandi centri urbani, soprattutto nel capoluogo dove si è raggiunto alle regionali un ottimo risultato nonostante la Lista Beppe Grillo abbia eroso la nostra base elettorale in modo significativo. “Radicamento sul territorio” per costituire in tutta la Granda, in questa fase di preparazione alle elezioni politiche del 2013, una rete di contatti sia con gli amministratori locali, sia con la popolazione dei piccoli centri e delle zone rurali così da far crescere in modo cospicuo gli aderenti a Italia dei Valori. Italia dei Valori deve diventare un partito di primo piano nella politica locale, in contrapposizione con la Lega da cui è ideologicamente distante anni luce. Per dare piena applicazione a quanto enunciato puntiamo a svolgere le seguenti attività che qualificheranno la nostra azione di governo del partito e lo renderanno più vicino a i cittadini: - migliorare la comunicazione con i cittadini e dare maggiore diffusione alle idee del partito a livello locale anche con l'utilizzo di tecnologie informatiche; - coinvolgere i giovani nella vita interna del partito; - aprire nuove sedi e costituire nuovi circoli territoriali; - preparare le elezioni comunali di Cuneo, Mondovì, Borgo S.Dalmazzo e di altri centri minori della provincia che si svolgeranno nella primavera del 2012 per ottenere un grande risultato in termine di eletti; valutare opportunamente le alleanze sui candidati a Sindaco prescelti e i programmi presentati.
La nostra parola d’ordine sarà crescere. Dobbiamo radicarci nel territorio e acquisire ulteriore consenso per realizzare il nostro programma. Per farlo dobbiamo selezionare dirigenti e candidati preparati, meritevoli e capaci. L'attività sarà coordinata a livello provinciale e locale dagli organi democraticamente eletti, i quali, in autonomia ma nel rispetto delle disposizioni degli organi superiori, dovranno curare le iniziative locali, la comunicazione, i rapporti con gli iscritti, la campagna dei tesseramenti, che deve essere fondata sul principio del libero convincimento e partecipazione al partito da parte dell'iscritto. Siamo consapevoli che la politica non è la corsa solitaria di qualcuno, per quanto bravo, ma è il duro lavoro di una squadra che ha lo stesso obiettivo e la stessa modalità d’azione, le stesse regole. Una squadra che accetta le differenze e le diversità di opinioni, dentro il medesimo quadro di valori. Una squadra che non ha paura di nuove energie che vogliono unirsi ad essa. Una squadra in cui tutti sono importanti allo stesso modo, aldilà di ruoli o dei gradi sulla spallina. In cui sono importanti anche coloro che non appaiono, ma che lavorano in silenzio.
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