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“Su sollecitazione del consigliere comunale di Moretta, Francesco Macchioni, ho presentato un’interrogazione urgente all’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Giordano, in merito alla situazione dello stabilimento Lactalis”. Questo quanto dichiara il consigliere regionale Tullio Ponso, che prosegue: “ L’assessore ha ripercorso la storia del sito industriale caseario di Moretta, a partire dalla presenza, dagli anni ’20 del secolo scorso, della Locatelli Spa, che negli anni ’60 ha venduto marchio e stabilimenti al Gruppo Nestlè. Nel 1998 si è registrato il passaggio dello stabilimento al gruppo francese Besnier – Lactalis che nel tempo ha acquisito i principali marchi italiani del settore caseario: Invernizzi, Cademartori e Galbani.
In seguito alla riorganizzazione industriale condotta da Lactalis, che nel 2007 ha concentrato l’attività italiana nei suoi sei stabilimenti lombardi, lo stabilimento di Moretta è stato chiuso e il paese, che ha 4.000 abitanti, ha perso 200 posti di lavoro diretti e oltre 50 nell’indotto. Successivamente, la Lactalis ha messo in vendita lo stabilimento e nel 2011 un Gruppo imprenditoriale piemontese si è fatto avanti per impiantare a Moretta la sua attività produttiva nel settore alimentare, non concorrente con Lactalis o Nestlè. Si attendeva il via libera alla vendita dalla casa madre francese che però non arrivò, mentre nel luglio del 2011 venne comunicato che Nestlè aveva acquistato lo stabilimento da Lactalis.
A successiva richiesta di informazioni – continua Ponso - venne risposto che la Nestlè non aveva intenzione di avviare nuove produzioni a Moretta e che l’acquisto dello stabilimento era stato fatto per impedire che ci fossero rischi di incompatibilità produttive con altro eventuale acquirente. In realtà, nell’ottobre dello scorso anno ci sarebbe stato un incontro tra Nestlè e il Gruppo imprenditoriale piemontese che avrebbe fugato ogni dubbio sul rischio paventato da Nestlè, tanto che la multinazionale francese avrebbe siglato un preliminare per la cessione di una parte importante dello stabilimento, alle stesse condizioni già trattate con Lactalis a suo tempo. L’atto d’acquisto avrebbe dovuto essere firmato lo scorso dicembre ma a tutt’oggi non risultano contatti tra Nestlè e il Gruppo imprenditoriale acquirente.
Il prossimo 30 gennaio si terrà un incontro tra i sindacati del settore alimentare e la Nestlè, e uno dei temi che verranno affrontati è l’accordo che nel 2007 venne sottoscritto con i sindacati, nel quale era contenuta una cosiddetta clausola sociale che prevedeva, anche ai fini occupazionali, un impegno dell’azienda sul piano della reindustrializzazione del sito dimesso. L’assessore Giordano – conclude il consigliere regionale Tullio Ponso - mi ha confermato che la situazione è seguita dalla Direzione Attività produttive che prevede un incontro con le organizzazioni sindacali al fine di valutare la situazione e intraprendere le iniziative opportune in conseguenza di quanto emergerà nell’incontro sindacale del 30 gennaio”.
Ultimo aggiornamento (Lunedì 06 Febbraio 2012 15:49)


