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Pur essendo il nostro partito favorevole all’abolizione delle Province, come enti politici dispensatori di poltrone, siamo ovviamente preoccupati della sorte lavorativa dei 730 dipendenti della Provincia di Cuneo. Crediamo che le loro professionalità debbano essere tutelate e utilizzate sul territorio. La nostra proposta è quella di metterli a disposizione delle amministrazioni comunali, che così potrebbero usufruire di organici più adeguati alle loro esigenze, pagati con le risorse già attualmente disponibili.

Siamo convinti che le funzioni attualmente svolte dalla Provincia possano essere assorbite da altri enti territoriali attualmente operativi. Ovviamente ciò deve avenire consentendo ai dipendenti di trovare lavoro vicino al luogo dove vivono, senza spostare ad Alba, ad esempio, chi vive a Cuneo. Per intenderci, siamo contrari a iniziative sul tipo di quella messa in atto da Alpitour che vuole concentrare l'attività a Torino, spostando, obbligatoriamente, i lavoratori di Cuneo presso la nuova sede. Crediamo che le due posizioni, l’abolizione delle Province e la tutela dei loro dipendenti, non siano in antitesi e che si debba fare il possibile per difendere i lavoratori della Provincia di Cuneo.

Quello che ci preme è tutelare i dipendenti. Certamente si dovrà approfondire pure la questione dell'edificio della Provincia, che dovrà essere ancora utilizzato, se non da questo ente, come rappresentanza territoriale della Regione, ad esempio.

 

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“L’atteggiamento tenuto dal PD nei confronti di Gigi Garelli, candidato sindaco uscito dalle primarie, non fa altro che confermare la bontà della scelta operata da Italia dei Valori, che si è tenuta fuori da questa effimera rappresentazione di democrazia. Ci viene il dubbio che se l’esito fosse stato diverso, con uno dei tre candidati del PD a vincere le primarie, l’atteggiamento del maggiore partito cittadino sarebbe stato differente. Invece l’out sider Gigi Garelli ha scompaginato i piani e ha fatto emergere tutte le contraddizioni di un partito, il PD, che continua ad essere ostaggio delle sue diverse anime. Tra l’altro troviamo curioso l’atteggiamento del vice sindaco Giancarlo Boselli che, dopo aver annunciato il suo ritiro dalla politica, in caso di sconfitta alle primarie, dove è arrivato buon ultimo… continua a tessere la sua tela contro Garelli.

In ogni caso, il programma di Garelli era noto già prima delle primarie e le contestazioni che vediamo avanzare credo siano solo la scusa per boicottare l’espressione della volontà popolare. Questo è il punto: non si possono chiamare i cittadini ad esprimere le loro preferenze per poi dire “Scusate, abbiamo scherzato”. Italia dei Valori si trova in sintonia con molti punti programmatici portati avanti da Garelli e sta partecipando ai tavoli per affinare il progetto. Questo allo stato attuale delle cose. Con ciò non escludiamo, come abbiamo sempre detto, di poter correre da soli, proponendo un nostro autorevole candidato sindaco. Crediamo sia giunto il momento per il centrosinistra di fare chiarezza al suo interno, una volta per tutte, perché il rischio che si corre è quello di lasciare la città in mano al centrodestra. Sarebbe una sorpresa, è vero, ma anche Garelli non doveva vincere le primarie…”

 

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“Ho visitato il presidio dei lavoratori Novaplast di Racconigi e, sentendo i loro racconti, sono rimasto veramente colpito dalla assoluta mancanza di sensibilità, per usare un eufemismo, dimostrata dalla proprietà nei loro confronti. 69 dipendenti, in maggioranza donne, che hanno scoperto all’arrivo in fabbrica di aver perso il posto di lavoro. Commesse che l’azienda continua ad ottenere, che dimostrano la mancanza di problemi nel proseguire la produzione. Scelte aziendali che, ancora una volta, vengono fatte cadere sulle spalle dei lavoratori.

Condivido la richiesta avanzata dai dipendenti, quella di non perdere il posto di lavoro e confido che nei prossimi colloqui tra sindacati e azienda si trovi una soluzione per una vicenda che aggiunge una situazione di crisi alle tante che già si stanno verificando nella provincia di Cuneo, spesso messe in essere da aziende che cavalcano la crisi per ristrutturarsi, a tutto danno dei dipendenti. Con la collega Artesio della Federazione della Sinistra e con la consigliera Sel Cerutti, presenteremo un’interrogazione in Regione, affinché si possa valutare qualche azione concreta per difendere i posti di lavoro a rischio alla Novaplast di Racconigi”.

 

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“Dopo aver tentato la via di un emendamento che abolisce la legge regionale sulla caccia, per evitare il referendum popolare sul tema, che i cittadini piemontesi attendono da anni - dichiara il consigliere regionale Tullio Ponso - ora l’assessore regionale all’Agricoltura e Foreste Claudio Sacchetto adducendo motivazioni legate al bilancio regionale 2012, che comporterà un taglio di risorse destinate agli operai forestali, annuncia l’impossibilità di riassumere 272 operai di cui 78 in provincia di Cuneo. Queste persone hanno sempre lavorato con un rapporto di lavoro a tempo determinato, rinnovato di anno in anno. Sono dotati di alta professionalità, come ho potuto verificare di persona quando ero sindaco di Cervasca e rappresentano un importantissimo presidio per un territorio come quello collinare e montano, spesso abbandonato dalle istituzioni e sul quale esercitano una vera e propria azione di controllo e prevenzione del rischio di dissesto idro-geologico.

Sono – continua Ponso - quelle sentinelle sul territorio di cui il Piemonte non può fare a meno, vista anche la sua recente storia di eventi alluvionali che si ripetono con preoccupante regolarità da anni. Privarsene rappresenta, oltre ad un grosso problema per le famiglie che perderanno il lavoro, un rischio per la sicurezza del territorio regionale. Credo che si possano trovare le risorse necessarie alla salvaguardia dei posti di lavoro degli operai forestali, magari iniziando a sforbiciare le spese di rappresentanza dell’assessorato o l’organizzazione di convegni fini a se stessi. Quella della sicurezza del territorio – conclude il consigliere regionale Tullio Ponso - è una priorità che passa anche attraverso la presenza e l’operatività di personale qualificato e credo indispensabile che l’assessore Sacchetto receda dalle intenzioni annunciate.

 

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“Non posso che concordare con la preoccupazione espressa dai sindacati per i tagli al trasporto pubblico nella Granda. Il 15% in meno di stanziamenti per il trasporto su gomma e il 10% in meno per le ferrovie si tradurranno con tagli al personale, tanto che si parla di almeno 50 posti di lavoro in meno che si registreranno tra gli autisti e l’indotto del consorzio Granda Bus”.

Questo quanto dichiarato dal consigliere regionale Tullio Ponso, che prosegue: “Ma non possiamo dimenticarci dei cittadini, per i quali ci sarà un taglio di servizi intorno al 20% e, se a tutto ciò aggiungiamo il prossimo aumento del 10% del costo dei biglietti che verrà praticato da Trenitalia, si comprende come la situazione sia davvero delicata. A mio parere una riorganizzazione dei servizi si rende necessaria, per ridistribuire meglio le corse sulle tratte più frequentate e negli orari più adatti e questo sia per i bus che per i treni. Ma non si può procedere a tagli indiscriminati e spesso senza alcuna progettualità, che fanno pensare che a volte la situazione di crisi venga cavalcata ad arte.

Credo – continua Ponso - che ci siano le capacità per ristrutturare i servizi, a fronte del taglio di risorse, senza troppo penalizzare gli utenti, che si trovano nell’scomodo doppio ruolo di “cornuti e mazziati”. Trenitalia, poi, a fronte degli aumenti non è in grado di garantire un miglioramento qualitativo del servizio che da tempo immemorabile è la croce, senza essere delizia, dei tantissimi pendolari che devono utilizzare il treno per recarsi al lavoro o a scuola. Credo sia necessaria una cabina di regia regionale in grado di coordinare al meglio la necessità di riduzione del servizio, su tutto il territorio, causata dalla diminuzione di risorse, situazione che verrà ulteriormente complicata dal fatto che nel 2013 non ci saranno più trasferimenti diretti di fondi dal Governo alle Regioni. La Regione deve agire di concerto con le Province, per trovare una soluzione praticabile che tenga conto delle esigenze di tutti e tutti, nel loro ambito, dovranno fare la loro parte, tenendo conto della situazione generale in cui ci troviamo.

treno 

Torno a suggerire la liberalizzazione del servizio ferroviario e l’apertura a nuove realtà imprenditoriali come NTV, che non possono che essere utili a spronare, con la loro concorrenza, Trenitalia che oggi ha vita facile vista la condizione di monopolio in cui opera. E’ una strada difficile da seguire – conclude il consigliere regionale Tullio Ponso - ma credo sia anche l’unica per andare incontro alle esigenze di chi utilizza il servizio e che, a fronte del pagamento del biglietto, non sempre o quasi mai ha un adeguato ritorno”.

 
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